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Dimentica i 10.000 passi: quanti ne servono davvero per vivere meglio

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Di Alessia Romano

Hai sempre pensato che i miracolosi 10.000 passi al giorno fossero la chiave magica per la salute e la longevità? Prepara le scarpe (ma senza esagerare): la verità fa meno rumore sul pavé e più bene al morale. I nuovi dati rimettono tutto in discussione (finalmente una buona notizia per chi sente il contapassi come un giudice severissimo!).

Oltre il mito: attività fisica, non solo sport

L’attività fisica non si limita agli allenamenti o agli sport di squadra: ogni movimento che comporta una spesa energetica – dal salire le scale al rincorrere il bus (e pure dal cercare il telecomando tra i cuscini!) – rientra nel magico mondo della salute. Per anni, una credenza tenace e un po’ spietata ha voluto che l’OMS imponesse i famosi 10.000 passi al giorno per restare in forma. Un diktat spesso scoraggiante, soprattutto durante l’epoca d’oro del telelavoro, quando la scrivania sembra rapire le nostre gambe per ore indefinite.

La buona notizia? La rivista The Conversation sottolinea: le prove scientifiche crescono e suggeriscono che anche meno passi possono bastare per difendere la nostra salute.

Da dove vengono questi “magici” 10.000 passi?

Stando alle più recenti ricerche dell’Università del Massachusetts, condotte con dati raccolti da decine di migliaia di persone su più continenti e analizzate attraverso 15 studi, emerge che fissarsi sui 10.000 passi al giorno è più marketing che medicina. Questo numero “magico” affonda infatti le sue radici in una vecchia campagna pubblicitaria di un podometro giapponese, non nelle raccomandazioni ufficiali dell’OMS—che, tra l’altro, come ricorda anche The Guardian, non ha mai imposto questa cifra come soglia di salute.

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Dai dati pubblicati su The Lancet Public Health, prende forma un obiettivo ben più raggiungibile: la soglia ottimale per camminare e beneficiare della salute si avvicina molto più ai 6.000 passi al giorno.

Quanti passi servono davvero? E per chi?

I ricercatori hanno messo sotto la lente vari gruppi di età:

  • Per gli over 60, il rischio di mortalità prematura si è stabilizzato sui 6.000-8.000 passi quotidiani. Più passi? Nessun vantaggio extra per la longevità.
  • Per chi ha meno di 60 anni, il rischio si abbassa e poi si “blocca” tra 8.000 e 10.000 passi al giorno.

Quindi, lontani dai miti: aumentare smisuratamente i passi, per alcune fasce d’età, non fa miracoli ulteriori.

Altra curiosità sfatata: la velocità della camminata non sembra fare davvero la differenza, purché il totale dei passi venga raggiunto. Muoversi – a qualsiasi ritmo – conta più del cronometro.

Per arrivare a queste conclusioni, gli scienziati hanno diviso circa 50.000 partecipanti in quattro gruppi in base ai passi compiuti ogni giorno:

  • Primo gruppo: media di 3.500 passi;
  • Secondo gruppo: 5.800 passi;
  • Terzo gruppo: 7.800 passi;
  • Quarto gruppo: 10.900 passi.

Risultato? Nei tre gruppi più attivi, il rischio di morte era compreso fra il 40% e il 53% in meno rispetto a chi restava nel gruppo più sedentario. Un abisso di differenza che non fa rima con 10.000, ma con “muoviti un po’ di più”!

Muoversi basta? Il consiglio (vero) degli esperti

Amanda Paluch, autrice principale dello studio, lo riassume così: “Ci sono molte prove che suggeriscono che muoversi anche solo un po’ di più è benefico, soprattutto per chi pratica pochissima attività fisica.” Quindi, nessun bisogno di trasformarsi in maratoneti quotidiani: camminare ogni giorno quanto più possibile è una scelta efficace e reale per la salute.

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Un ultimo promemoria: l’OMS raccomanda comunque di dedicare almeno 150-300 minuti alla settimana ad attività di resistenza di intensità moderata, più almeno due sessioni settimanali di rafforzamento muscolare. Una formula già più flessibile e personalizzabile rispetto alla mitologica marcia dei 10.000 passi.

In definitiva? Dimentica l’ansia del contapassi: ascolta il tuo corpo, scegli il movimento che preferisci e… cammina verso una salute autentica (meglio se con un paio di scarpe comode!).

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