Dal 5 al 10 ottobre Napoli ospita la quinta edizione del Pianeta Mare Film Festival, rassegna che mette al centro il rapporto tra uomo, natura e specie non umane attraverso cinema d’autore e progetti di formazione. L’appuntamento punta a trasformare lo schermo in un luogo di riflessione: perché oggi, tra emergenze climatiche e perdita di biodiversità, queste storie riguardano direttamente le scelte quotidiane dei cittadini.
Il programma è articolato e accessibile: sessanta titoli in cartellone, di cui otto presentati in anteprima mondiale e venticinque mostrati per la prima volta in Italia. Le proiezioni sono gratuite e si svolgono in teatri e atenei sparsi per la città, da Scampia al centro storico, per coinvolgere pubblici diversi e raggiungere anche chi normalmente non frequenta festival cinematografici.
Secondo il direttore del festival, Max Mizzau Perczel, in Italia manca ancora un appuntamento stabile dedicato alle relazioni interspecie e ai cambiamenti climatici, temi che influenzano politiche, economia e modi di vita. Per questo la rassegna porta pellicole premiate nei circuiti internazionali ma spesso assenti nelle sale commerciali e sulle grandi piattaforme di streaming.
Tra i film più attesi c’è The Lake di Abby Ellis, presentato al Sundance e prodotto anche da Leonardo DiCaprio: un documentario che racconta il progressivo prosciugamento del Great Salt Lake nello Utah, un fenomeno con ripercussioni su ecosistemi locali, agricoltura e gestione delle risorse idriche.

Dal fronte dei festival internazionali arrivano altresì opere come Nuisance Bear, vincitore del Grand Jury Prize al Sundance, che documenta il confronto tra orsi polari e comunità umane nella cittadina canadese di Churchill, e The Last Resort di Maria Sødahl, un film che intreccia il tema delle migrazioni con la crisi europea del 2015 mettendo in discussione valori e comportamenti sociali.
Il cartellone non trascura le piccole produzioni: tra le novità spicca il corto documentario italiano La rotta del pesce di Valentina Vernelli e Carla Leone, che segue una giornata a bordo di un peschereccio e solleva interrogativi sulla sostenibilità della pesca artigianale.
La rassegna è anche laboratorio. Il Pianeta Mare Film Lab è un percorso gratuito rivolto a under 30 che insegna tecniche di smartphone filmmaking per realizzare corti a budget minimo: «Impariamo a scrivere e girare in cinque giorni», spiegano gli organizzatori, puntando a dare strumenti concreti ai giovani autori.

Un segnale del crescente rilievo del festival è il successo internazionale di alcuni progetti nati nel circuito: l’anno scorso il corto d’animazione Papillon di Florence Miailhe, presentato in cartellone, è stato selezionato nella cinquina finale agli Oscar, un traguardo che ha valorizzato anche la vetrina napoletana.
- Date: 5–10 ottobre, Napoli
- Film in programma: 60 titoli
- Anteprime: 8 mondiali, 25 italiane
- Ingresso: gratuito in teatri e università
- Temi chiave: cambiamento climatico, migrazioni, biodiversità, convivenza uomo-fauna
- Formazione: Film Lab per under 30 su produzione mobile
Per il pubblico locale e per i giovani autori il festival rappresenta una doppia opportunità: accrescere consapevolezza sui rischi ambientali che pesano sulle comunità costiere e offrire canali concreti di espressione per chi vuole raccontare queste emergenze. Sul piano culturale, poi, la manifestazione contribuisce a far circolare film difficili da trovare altrove, allargando il dibattito pubblico su temi che incidono sulle politiche urbane, sulla pesca sostenibile e sulla tutela degli habitat.
In un momento in cui eventi climatici estremi e crisi migratorie sono all’ordine del giorno, il Pianeta Mare Film Festival si propone dunque come spazio di documentazione e confronto: non solo per cinefili, ma per chiunque voglia capire come le trasformazioni ambientali ridefiniscano i rapporti tra comunità umane e altri esseri viventi.
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Giulia Moretti, esperta dei mondi culturali e del cinema, condivide approfondimenti esclusivi sulle celebrità e sui retroscena dello spettacolo italiano.
