Nonostante i conflitti globali, la moda persiste. La Settimana della Moda di Milano, che si è conclusa ieri, lascia il testimone alle sfilate di Parigi, che continueranno fino all’8 marzo. È il momento di fare il punto sulla collezione autunno-inverno 22/23 per donna e uomo che ha animato le passerelle milanesi. L’evento ha preso il via con grande entusiasmo grazie al calo dei casi di pandemia, ma si è concluso sotto l’ombra della minaccia nucleare. Strategicamente, si sta assistendo a una fusione tra i grandi nomi del lusso e i brand di massa. Un esempio illustre è la collaborazione tra Gucci e Adidas, che mira a espandere il mercato rendendolo accessibile a un pubblico più ampio sia in termini di gusto che di capacità di spesa, e di conseguenza, aumentare i guadagni. Questa tendenza si riflette anche nei marchi più popolari, come dimostra l’annuncio di oggi della collaborazione tra Carpisa, leader nel settore delle borse a prezzi accessibili, e l’irriverente Jeremy Scott, direttore artistico di Moschino.
Piumini ultraleggeri e cappotti oversize
Nel miscuglio di eventi, i gusti si diversificano. Gli archetipi dell’abbigliamento vengono destrutturati, oscillando tra gli anni ’70 e ’90. I piumini, che sembrano non essere mai passati di moda, ora si presentano in versioni rinnovate con volumi esagerati e trapuntature innovative. Dolce&Gabbana si ispirano a Jeeg robot d’acciaio, il manga del 1975, mentre emergono versioni estremamente leggere, come i 50 grammi proposti da Husky, rilanciato da Alessandro e Saverio Moschillo, con un sapiente utilizzo di zip. D’altra parte, i cappotti lunghi e formali, con spalle imbottite, dominano la scena, gonfiandosi come il pelo delle scimmie in battaglia. Questi modelli si caratterizzano per una tendenza all’espansione, forse un desiderio di liberazione post-pandemia? Un caposaldo è la giacca con spallone squadrate per il tailleur pantalone, molto in voga questa stagione e già indossato dalla campionessa olimpica Francesca Lollobrigida, ospite di Hui insieme a Arianna Fontana. Le braghe ora sono a zampa, come quelle del tailleur di Alberta Ferretti per Laura Pausini. I vestiti, spesso asimmetrici, con una parte lunga e una corta, tagliati o scollati, sono un trionfo di asimmetrie. Per chi vuole esplorare questo stile, Alessandro Dell’Acqua propone cardigan con l’ultimo bottone allacciato alla prima asola, mentre Armani per l’uomo propone cravatte su collo nudo sotto il girocollo.
Minigonne e ventri scoperti
Le minigonne a vita bassa, abbinate a maglioni o top che lasciano scoperta la pancia, dominano la scena. Questo stile fa eco a figure iconiche come Ambra di Non è la Rai del 1991 e, per i più nostalgici, a Raffaella Carrà nel suo Tuca Tuca del 1971. La moda continua a mescolare e fondere le epoche, come dimostra Rihanna che, durante la sfilata di Gucci, ha mostrato il suo ventre in dolce attesa.
Stivali alla D’Artagnan e pellicce stile yeti
Se le gambe vengono scoperte, gli stivali alla coscia, spesso in vernice e tipici di D’Artagnan come quelli proposti da Trussardi, le coprono integralmente. In questo gioco di contrapposizioni stagionali, gli abiti trasparenti con intimo in vista e le canottiere si abbinano a cappottoni e pellicciotti. Missoni ha aperto la sfilata con un bikini sotto un maxi capospalla a motivi zig zag, ora ammorbiditi da una grafica boomerang. Le pellicce, rigorosamente sintetiche e a pelo lungo, evocano un fascino primitivo, adatto sia agli uomini che alle donne. Il resto è un mix di folk, giocoso, cyber, influenze da TikTok e Metaverso, come dimostra la collezione Astrophilia di MSGM di Massimo Giorgetti con le sue stampe cosmiche. Anche l’inclusione si spinge oltre, con modelle e modelli di tutte le taglie, razze e identità sessuali, come dimostra Annakiki con la cyborg-top Lauren Wasser, che sfoggia protesi al posto degli arti.
I colori prevalenti sono tendenzialmente scuri, ma spiccano il giallo solare e il bianco, mentre l’oro lascia spazio all’argento. Nessun riferimento diretto alla guerra, eccetto Giorgio Armani che, in tempi non sospetti, ha invitato la senatrice pacifista Liliana Segre e ha scelto di sfilare in silenzio, senza musica, in segno di rispetto per la difficile situazione attuale. I suoi abiti scintillanti, tuttavia, hanno offerto un barlume di speranza, un sentimento che troviamo rafforzato nell’Emporio, dove i cristalli rosa augurano una vie en rose.
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Federico D’Angelo, specialista del benessere e delle tendenze moderne, offre consigli pratici per uno stile di vita equilibrato e ispiratore, adatto alle sfide quotidiane.
